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Le origini della dieta vegetariana risalgono ad antiche dottrine filosofiche e religiose: ad esempio secondo la scuola pitagorica, gli animali erano esseri impuri e poco idonei per soddisfare i bisogni nutrizionali dell’essere umano; il buddismo, d’altra parte, ha sempre professato la non violenza nei confronti degli animali come forma di rispetto verso la vita. In passato, comunque, il vegetarianismo, più che un tipo di dieta alimentare, rappresentava uno stile di vita, condiviso fra l’altro da uomini come Leonardo Da Vinci, Voltaire, Wagner e Tolstoj.

 

Il vegetarianismo, come regime alimentare vero e proprio, raggiunse una certa popolarità in Europa verso la seconda metà dell’Ottocento, in parte per influsso delle teorie filosofiche, che sostenevano il ritorno ad una vita semplice e ad un maggiore contatto con la natura, in parte come contrapposizione agli eccessi alimentari della classe dominante. Su queste basi, il movimento vegetariano nacque in Inghilterra nei primi del Novecento. Oggi la dieta vegetariana è proposta in chiave scientifica, essendo stato dimostrato che, se ben equilibrata, può sostituire una dieta onnivora. In base alle restrizioni alimentari osservate nei vari casi, si possono distinguere diversi tipi di diete vegetariane:

- latto-ovo-vegetariana: esclude la carne e i prodotti ittici;
- vegetariana stretta: esclude qualsiasi tipo di alimento di origine animale;
- crudismo: prescrive soltanto alimenti di origine vegetale crudi.

La dieta latto-ovo-vegetariana se ben organizzata, è considerata una dieta pienamente accettabile. L’apporto proteico è garantito dal latte e derivati, dalle uova e dai legumi. Questi ultimi consumati insieme ai cereali forniscono tutti gli aminoacidi essenziali di cui l’organismo ha bisogno. Per quanto riguarda gli altri macronutrienti e micronutrienti, sono ugualmente forniti dai prodotti di origine vegetale. Questo tipo di dieta vegetariana, se equilibrata, presenta i seguenti vantaggi:

- la bassa introduzione di colesterolo e di acidi grassi saturi diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari;
- l’elevato apporto di fibra favorisce il transito intestinale e l’evacuazione, prevenendo la stitichezza ed alcune malattie infiammatorie e degenerative del colon;
- le diete vegetariane forniscono mediamente meno calorie rispetto a quelle onnivore e perciò l’incidenza di obesità, diabete ed ipertensione, malattie correlate con l’iperalimentazione, è minore.

Occorre invece considerare con cautela le altre diete vegetariane a causa delle maggiori restrizioni che presentano; si potrebbero infatti verificare carenze più o meno gravi di proteine, vitamina B12, ferro e zinco. Nel caso si volesse adottare una dieta vegetariana è buona regola modificare gradualmente le proprie abitudini alimentari, per permettere all’organismo di adattarsi alla nuova situazione fisiologica.

Per approfondire questo aspetto, leggi anche Gli errori più comuni nella dieta vegetariana