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Il basso contenuto calorico (circa 22 Kcal/100gr) e la buona quantità di fibre fanno del carciofo (cynaria scolymus, ortaggio che appartiene alla famiglia delle composite) un ottimo e gustoso aiuto nel mantenimento del giusto peso corporeo. A queste caratteristiche si aggiunge una particolare ricchezza in sali minerali (Magnesio, Ferro, Calcio, Fosforo), che contribuisce al mantenimento del corretto equilibrio idro-salino e a combattere la tristemente nota "ritenzione idrica".

Ma le qualità nutrizionali del carciofo non si esauriscono qui: conosciuto fin dall'antichità per le sue proprietà curative, questo ortaggio viene descritto in dettaglio per la prima volta da Teofrasto, allievo di Aristotele, nel 400 a.C., utilizzato come digestivo dall'aristocrazia dell'Impero Romano e dimenticato fino al sedicesimo secolo d.C., periodo in cui viene di nuovo menzionato tra i rimedi utilizzati per problemi digestivi ed epatici. 

LA CINARINA

Il segreto di molte delle virtù benefiche attribuite al carciofo risiede nella Cinarina, il polifenolo aromatico che conferisce a quest’ortaggio il suo tipico sapore amaro. La Cinarina è presente nel carciofo in buone quantità e svolge sia attività coleretica (stimola la produzione di bile), sia azione colagoga (facilita il deflusso della bile verso l’intestino). La bile viene prodotta nel fegato e conservata nella cistifellea. Essa viene secreta nell'intestino ed utilizzata per emulsionare gli acidi grassi e favorire l'assorbimento delle vitamine lipo-solubili; è inoltre necessaria per la detossificazione del fegato, bombardato continuamente da agenti chimici, alcool e altre sostanze nocive presenti in alcuni alimenti: tali sostanze vengono spinte verso l'intestino ed eliminate.
Gli studiosi della Cinarina hanno anche riscontrato proprietà rigeneratrici del parenchima epatico ed un'accentuata riduzione dei livelli di alcool nel sangue dovuta all'aumento della diuresi.

CONTRO IL COLESTEROLO

Vi sono prove sperimentali anche circa l’azione ipocolesterolemizzante svolta dalla Cinarina. Di recente, alcuni studiosi dell’Università inglese di Reading hanno testato l’effetto di estratti di carciofo su alcuni volontari per 12 settimane. Al termine della sperimentazione, i livelli di colesterolo LDL (quello comunemente definito “cattivo”) dei soggetti risultavano inferiori a quelli registrati prima della terapia. I ricercatori sono giunti, quindi, alla conclusione che l’estratto di carciofo risulta particolarmente utile per tutte quelle persone che, pur non avendo la necessità di seguire una vera e propria terapia farmacologica, hanno livelli di colesterolo piuttosto elevati e rischiano di andare incontro a patologie cardiovascolari. Unica piccola accortezza: la cottura ad alte temperature denatura la Cinarina e ne riduce o addirittura annulla le proprietà benefiche, si consiglia quindi di consumare carciofi crudi.

ANTIOSSIDANTE

Oltre alla Cinarina, dagli estratti di carciofo sono stati isolati altri composti che rendono conto dei salutari effetti di questo ortaggio. Il 2% del peso fresco del carciofo è costituito da molecole polifenoliche, principalmente acidi idrossicinnamici (acido clorogenico e dicaffeilchininico). Di queste sostanze è stata studiata e dimostrata la capacità antiossidante e sembra che siano in grado di proteggere, seppur parzialmente, dai tumori. Diverse ricerche hanno messo in evidenza che il contenuto di tali sostanze può variare sensibilmente in funzione di una serie di caratteristiche della pianta (organo, età, varietà, epoca di raccolta, ecc). Gli organi più ricchi di acido clorogenico sono i capolini e le foglie. Nel capolino il contenuto di polifenoli totali aumenta passando dalle brattee esterne verso le più interne. Considerando che per la preparazione dei cuori le parti esterne vengono eliminate, si comprende che la frazione edule è molto ricca di principi attivi.

ADATTO AI DIABETICI

Un ultimo componente del carciofo, che riveste una particolare importanza per la nostra salute, è l'Inulina, uno zucchero a basso contenuto calorico che in questo ortaggio sostituisce l'amido come polisaccaride di riserva. Questa sostanza viene solo parzialmente digerita nel tratto superiore dell'intestino umano e subisce processi di fermentazione da parte della flora batterica. Vari studi sperimentali dimostrano la capacità dell'Inulina di ridurre colesterolo e trigliceridi nel sangue e di stimolare la produzione dell'Insulina, contribuendo in tal modo al controllo della glicemia. Il carciofo risulta essere quindi anche un ottimo alimento da consigliare ai diabetici.
In conclusione possiamo affermare che il carciofo possiede tutta una serie di caratteristiche a livello nutrizionale che ci permette di deliziare il palato senza sensi di colpa. Mangiare bene, “nonostante” si sia a dieta, è il miglior deterrente per raggiungere e mantenere sia il giusto peso che un ottimo stato di salute e questo splendido ortaggio può rappresentare un grande alleato in questo percorso.

 

Foto di Fabiana Gargioli scattata presso il ristorante Armando al Pantheon