Circa 1 italiano su 3 riferisce una perdita di capelli più evidente tra marzo e maggio. Non si tratta di patologia, ma di un fenomeno ciclico legato a fattori biologici e ambientali. Il cuoio capelluto risponde ai cambiamenti stagionali con variazioni nel ciclo di ricrescita della fibra: questo processo inizia in primavera e raggiunge il picco massimo in autunno. La causa principale è il cambio della lunghezza della giornata, che influenza gli ormoni e il metabolismo dei follicoli piliferi.
Come cambiano i cicli del capello in primavera
Ogni capello attraversa tre fasi: anagen (crescita), catagen (transizione) e telogen (riposo e caduta). Durante l'inverno il numero di capelli in fase telogen rimane moderato, ma con l'aumento delle ore di luce e la risalita delle temperature, il corpo intensifica questo passaggio verso la caduta. È un meccanismo ereditato dal nostro patrimonio genetico per adattarci ai cambiamenti stagionali.
Gli studi condotti da centri di dermatologia italiani hanno osservato che la durata media della fase anagen tende a diminuire leggermente in primavera rispetto ai mesi invernali. Questo non significa un'accelerazione patologica, bensì un riallineamento naturale dei cicli.
Il fattore luminoso è decisivo. L'esposizione maggiore alla luce solare attiva specifiche vie ormonali che controllano la caduta. In particolare, aumentano i livelli di melatonina durante il giorno e si modifica la produzione di ormoni tiroidei, che hanno un ruolo diretto nella gestione del ciclo follicolare.
Il ruolo del cuoio capelluto in questa fase
Il cuoio capelluto è una sede metabolicamente molto attiva. In primavera, con l'incremento della temperatura corporea generale e l'aumento dell'irraggiamento solare, la microcircolazione locale cambia. Non sempre in peggio, ma certamente in modo diverso rispetto all'inverno.
Aumenta la sudorazione, si modifica il pH della cute, e la composizione del sebo scalare si adatta alla nuova stagione. Se durante l'inverno era presente un assetto più acido e protettivo, in primavera tende a equilibrarsi verso valori leggermente più bassi. Questo rende il cuoio capelluto più soggetto a disidratazione superficiale, nonostante il clima più umido.
Anche la produzione di lipidi (sebo) subisce variazioni cicliche. Alcuni individui notano un cuoio capelluto più oleoso a primavera, altri più secco. Dipende dal genotipo e dalle caratteristiche individuali della cute.
Cosa dice la letteratura scientifica italiana
La ricerca dermatologica italiana ha documentato che la caduta telogen stagionale (telogen effluvium stagionale) è presente nel 30-40% della popolazione durante i mesi primaverili, con variabilità in base al fototipo e alla latitudine geografica. Gli studi longitudinali hanno confermato che chi vive in regioni più meridionali tende a manifestare il fenomeno con due settimane di anticipo rispetto alle regioni settentrionali, a causa dell'anticipo della primavera vera e propria.
Non esiste terapia farmacologica standard per questo fenomeno perché non è una patologia, ma un adattamento fisiologico. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che una nutrizione equilibrata durante l'inverno e l'inizio della primavera può attenuare l'intensità della caduta.
Proteine, ferro e micronutrienti
Il capello è costituito principalmente da cheratina, una proteina fibrosa. Durante la fase di crescita, il follicolo richiede un apporto costante di aminoacidi, ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Se questi nutrienti sono insufficienti nei mesi precedenti la primavera, la caduta può essere più evidente.
Il ferro è particolarmente importante: favorisce il trasporto dell'ossigeno ai follicoli. Livelli bassi di ferritina (la forma di deposito) sono correlati a una maggiore predisposizione alla caduta. Non è necessario supplementare senza analisi, ma è utile verificare i livelli con il proprio medico, specialmente in caso di caduta marcata.
Anche lo zinco e il selenio svolgono ruoli critici nella stabilizzazione della fibra e nella prevenzione dell'infiammazione del cuoio capelluto. Una dieta varia con cereali integrali, carni magre, pesce e legumi generalmente fornisce quantità adeguate di questi minerali.
Quando preoccuparsi e quando è solo stagionalità
Una caduta moderata è fisiologica. Un individuo perde tra 50 e 100 capelli al giorno normalmente. Durante la caduta telogen stagionale questo numero può salire a 150-200, ma rimane limitato a poche settimane.
Se la caduta persiste oltre sei-otto settimane, supera i 200 capelli al giorno oppure è accompagnata da diradamento visibile, infiammazione del cuoio capelluto o dolore al tatto, è opportuno consultare un dermatologo. Potrebbero esistere altre cause: carenze nutrizionali, stress, infezioni fungine, dermatite seborroica o alopecia androgenetica in corso di accelerazione.
Cosa fare durante i mesi critici
Proteggere il cuoio capelluto dalla luce solare intensa è un primo passo: indossare un cappello durante le esposizioni prolungate riduce lo stress da radiazione UV. Questo non solo attenua il fenomeno stagionale, ma previene anche l'invecchiamento precoce della fibra.
L'igiene deve rimanere delicata. Uno shampoo aggressivo amplifica il distacco meccanico durante la caduta telogen. Preferire detergenti con pH fisiologico e asciugare senza sfregare vigorosamente.
Una corretta idratazione generale supporta il metabolismo follicolare. Bere 1,5-2 litri di acqua al giorno facilita il trasporto dei nutrienti e il drenaggio della cute. Anche la qualità del sonno ha riflessi sulla caduta: durante il riposo notturno aumenta la microcircolazione cutanea e si normalizzano i livelli ormonali.
Se il cuoio capelluto mostra segni di irritazione, arrossamento o prurito marcato, può essere utile un trattamento antinfiammatorio locale. Tuttavia, questo deve essere consigliato da un dermatologo, non autocurato.
La prospettiva personale del medico
Come giornalista che osserva i dati sulla salute, noto che molti pazienti si preoccupano innecessariamente di questa caduta stagionale. L'ansia stessa può peggiorare il fenomeno attraverso meccanismi neurobiologici ben documentati. Accettare che la primavera porta con sé questo ciclo naturale riduce lo stress percepito e spesso attenua il problema.
La caduta telogen stagionale scompare spontaneamente entro l'estate. Il cuoio capelluto si readatta, i cicli si normalizzano, e la ricrescita riparte in autunno e inverno. È un fenomeno ciclico e reversibile, non un segno di malattia.
Se la perdita è marcata, accompagnata da sintomi cutanei, o se persiste oltre le otto settimane, il confronto con un dermatologo rimane sempre la scelta più prudente. Lo specialista potrà escludere altre cause e, se necessario, proporre interventi nutrizionali mirati o terapie locali adatte al caso specifico. Non rimandare questa valutazione se il fenomeno è nuovo o particolarmente intenso rispetto agli anni precedenti.
