La carenza di vitamina E è una condizione poco diffusa in Italia e in Europa, ma quando si manifesta crea problemi significativi al sistema nervoso e ai muscoli. La vitamina E è un antiossidante liposolubile, cioè si scioglie nei grassi e si accumula nei tessuti adiposi del corpo. Chi non assume quantità adeguate di questa vitamina da anni, o chi non riesce ad assorbirla, rischia sintomi neurologici progressivi che possono diventare invalidanti se non riconosciuti presto. Capire quali sono le cause e come si presenta questa carenza è importante per chiunque segua diete molto ristrette o soffra di patologie intestinali croniche.

Chi è a rischio e perché

La carenza di vitamina E colpisce soprattutto persone con problemi di assorbimento dei grassi. Questa vitamina infatti ha bisogno dei grassi per essere assorbita dall'intestino e trasportata nel sangue. Malattie come la fibrosi cistica, la pancreatite cronica, il morbo di Crohn e la celiachia non diagnosticata riducono la capacità dell'intestino di assorbire vitamina E anche da alimenti adeguati.

Chi ha subito interventi chirurgici al pancreas, all'intestino tenue o alla cistifellea corre un rischio maggiore. Pure l'atresia biliare, una malattia genetica rara nei neonati, compromette l'assorbimento della vitamina E fin dalla nascita. Anche le sindromi genetiche che danneggiano la capacità di trasportare la vitamina nel sangue, come l'abetalipoproteinemia, causano carenza severa.

In rari casi, diete estremamente povere di grassi per molti mesi possono ridurre l'apporto, soprattutto se seguite senza controllo medico. Alcune diete chetogeniche mal pianificate o regimi ipocalorici estremi comportano il rischio di non introdurre fonti di vitamina E.

Come si manifesta la carenza

I sintomi compaiono lentamente e coinvolgono principalmente il sistema nervoso periferico. Uno dei primi segni è la perdita di sensibilità nei piedi e negli stinchi, dovuta a danni alle fibre nervose. Questa sensazione di intorpidimento progredisce verso l'alto e può raggiungere le mani e gli arti superiori se la carenza persiste. Le persone descrivono una sensazione di bruciore, formicolii o "aghi e spilli" nelle zone colpite.

La debolezza muscolare arriva dopo la perdita di sensibilità. I muscoli, soprattutto di gambe e piedi, diventano fragili e stanchi anche con sforzi modesti. Chi ha questa carenza fatica a camminare per lunghe distanze, sale le scale con difficoltà e può perdere l'equilibrio con maggiore facilità.

Alcuni pazienti sviluppano difficoltà di coordinamento degli arti e inciampano più spesso. Questo accade perché la vitamina E protegge le fibre nervose che controllano il movimento: senza di essa, la comunicazione tra muscoli e cervello si degrada.

Problemi di vista rappresentano un altro aspetto della carenza prolungata. La retina, ricca di grassi e cellule che usano molta energia, dipende dalla vitamina E per proteggere le sue strutture dall'ossidazione. Una carenza severa porta a visione offuscata, difficoltà a leggere caratteri piccoli e perdita progressiva della vista periferica.

Anche il sistema immunitario ne risente. Una vitamina E insufficiente riduce la capacità di produrre anticorpi efficaci contro le infezioni. Chi manca di vitamina E si ammala più frequentemente di infezioni respiratorie o intestinali, e guarisce più lentamente.

Quando sospettare la carenza

Se soffri di una malattia cronica intestinale diagnosticata, di problemi pancreatici o di assorbimento, la carenza di vitamina E è una possibilità reale che il tuo medico dovrebbe considerare soprattutto se manifesti intorpidimento alle estremità o debolezza muscolare inspiegata. Un semplice test del sangue misura i livelli di vitamina E e scioglie il dubbio in pochi giorni.

Anche chi segue da mesi una dieta molto ristretta, senza grassi adeguati, dovrebbe farsi controllare. Lo stesso vale se hai subito interventi chirurgici all'intestino o al pancreas anni fa e noti che l'equilibrio peggiora o le gambe diventano più deboli.

Alimentazione e prevenzione

Prevenire la carenza è più semplice che curarla. Le migliori fonti alimentari di vitamina E sono oli vegetali come olio di oliva e olio di germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole e pinoli. Anche le verdure a foglia verde come spinaci, broccoli e cavolo riccio ne contengono buone quantità.

Chi ha problemi di assorbimento dei grassi deve assicurarsi di consumare questi alimenti regolarmente, ma il medico potrebbe consigliare integratori di vitamina E in forma liposolubile, cioè già sciolta in oli, per bypassare i problemi digestivi.

Le quantità raccomandate per un adulto sono circa 15 milligrammi al giorno. Questo apporto è facilmente raggiungibile con una manciata di mandorle, un cucchiaio di olio extravergine di oliva e una porzione di verdure a foglia verde.

Cosa fare se sospetti una carenza

Non aspettare che i sintomi neurologici peggiorino. Se noti intorpidimento progressivo alle gambe, debolezza muscolare insolita o problemi di equilibrio, parla con il tuo medico e chiedi di verificare i livelli di vitamina E nel sangue. Se hai una diagnosi di malattia intestinale cronica, la vitamina E dovrebbe essere monitorata regolarmente come parte della gestione della tua patologia.

Una volta identificata la carenza, il trattamento è efficace se intrapreso tempestivamente. Con integratori adeguati e una dieta ricca di fonti di vitamina E, molti dei sintomi neurologici iniziali possono stabilizzarsi o migliorare. I danni già avvenuti ai nervi potrebbero non essere completamente reversibili, quindi la diagnosi precoce fa la differenza.

Affidati al tuo medico o a un nutrizionista per pianificare un apporto di vitamina E adatto alle tue condizioni di salute e al tuo profilo di assorbimento.