La frutta viene spesso demonizzata nelle diete per diabetici, eppure questa credenza è solo parzialmente vera. Il problema non è la frutta in sé, ma il tipo di frutta e la quantità consumata. La storia della nutrizione ha messo a lungo l'accento sul contenuto di zucchero totale dei frutti, ignorando altri fattori come la fibra, l'indice glicemico e il carico glicemico. Ancora oggi molte persone diabetiche ricevono consigli generici che impediscono loro di beneficiare dei nutrienti preziosi che la frutta fornisce.

In Italia, secondo i dati ISTAT, circa il 6% della popolazione ha il diabete diagnosticato, e molti di questi pazienti limitano drasticamente il consumo di frutta per paura di picchi glicemici. Eppure la frutta contiene vitamine, minerali, antiossidanti e fibre insolubili che proteggono il sistema cardiovascolare e metabolico. Prendiamo le mele: 100 grammi contengono 52 calorie, 13,8 grammi di carboidrati, 2,4 grammi di fibra e hanno un indice glicemico di circa 38. Le fragole, invece, hanno solo 7 grammi di carboidrati per 100 grammi e un indice glicemico ancora più basso. La differenza è abissale rispetto a frutti come l'uvetta, che con 80 grammi di carboidrati per 100 grammi causa impennate rapide della glicemia.

L'indice glicemico misura la velocità con cui uno zucchero entra nel flusso sanguigno. Un indice sotto 55 è considerato basso, tra 55 e 70 è medio, sopra 70 è alto. I frutti con indice glicemico basso, come frutti di bosco, ciliegie, pere e pesche, non causano oscillazioni pericolose della glicemia perché la fibra rallenta l'assorbimento degli zuccheri. Studi pubblicati da riviste mediche specializzate hanno dimostrato che consumare frutti di bosco regolarmente migliora la sensibilità insulinica e riduce il rischio di complicanze diabetiche. Il cofattore decisivo è mangiare la frutta fresca o cotta, non come succo: il succo elimina la fibra e trasforma il frutto in pura concentrazione di zuccheri.

Quali frutti scegliere e quali limitare

La dimensione della porzione conta. Una mela media o due kiwi rappresentano una porzione adatta. Mezzo avocado, ricco di grassi monoinsaturi e povero di carboidrati, è quasi un alimento neutro per la glicemia. Se hai il diabete, misura la glicemia 2 ore dopo aver mangiato un nuovo frutto: il tuo corpo è unico e può reagire diversamente dalle medie scientifiche.

Parla con il tuo medico o un dietologo prima di cambiare le abitudini. Molti diabetici scoprono che frutta fresca, intera e in porzioni moderate migliora non solo i numeri della glicemia, ma anche il senso di sazietà e la qualità della vita.