La malva cresce spontanea in tutta Italia, soprattutto nelle zone temperate. Gli antichi Romani la utilizzavano già come rimedio digestivo, e il suo nome deriva dal latino "mollis" che significa morbido. Oggi circola l'idea che basti berla per dimagrire o per eliminare il grasso addominale in pochi giorni: falso. La malva agisce sulla digestione e sul gonfiore, non sul peso corporeo.

L'infuso di malva contiene principalmente mucillagini (polisaccaridi che formano una specie di gel protettivo), tannini e flavonoidi. Una tazza di infuso fornisce circa 5-10 calorie e quantità trascurabili di grassi e proteine. Non ha vitamine in quantità significative, ma i polifenoli presenti hanno proprietà antinfiammatorie documentate. Secondo studi condotti presso università europee negli ultimi 15 anni, le mucillagini della malva riducono l'irritazione della mucosa gastrica e intestinale.

Dopo un pranzo abbondante, lo stomaco fatica a svuotarsi e l'intestino tenue riceve il bolo alimentare più lentamente del normale. Questo causa quella sensazione di peso e gonfiore. La malva non accelera direttamente la digestione, ma le mucillagini creano un ambiente più fluido che facilita il transito del cibo. I flavonoidi riducono l'infiammazione locale, limitando la fermentazione batterica e la produzione di gas. L'effetto non è immediato: occorrono 15-30 minuti per percepire il sollievo.

Come preparare e usare l'infuso

La malva funziona meglio se abbinata a un pasto che includa fibre (verdura, cereali integrali) e a una passeggiata di 15-20 minuti dopo il pranzo. Non è una soluzione per chi mangia male regolarmente, ma un aiuto concreto nei giorni in cui il pasto è stato particolarmente ricco.