Il pungitopo entra negli integratori e nei formulati per il benessere venoso come una sorta di salvagente tradizionale. Chi lo promuove promette sollievo dal senso di gambe pesanti e supporto alla circolazione. Ma la pianta ha radici molto più antiche della moda dei superfood moderni: cresce spontanea nei boschi del Mediterraneo, è stata usata nella medicina popolare europea per secoli, e oggi finisce negli shop online presentata come rimedio per chi passa ore seduto o in piedi. Il pungitopo (ruscus aculeatus) è una piccola arbusto, non un'erba miracolosa, e quello che sappiamo delle sue proprietà è limitato a pochi studi e a un uso tradizionale mai pienamente validato.

Cosa è il pungitopo e da dove viene

Il pungitopo è un arbusto sempreverde che cresce spontaneo nei boschi e nelle macchie del Mediterraneo, dall'Italia alla Spagna, fino al Nord Africa. La pianta è piccola, non supera il metro di altezza, e si caratterizza per foglie acute e pungenti (da cui il nome) che ricoprono completamente i rami. I rizomi e i rami secchi sono la parte che viene raccolta e usata negli infusi o negli estratti.

Non è una pianta nuova né sconosciuta in Europa.

Negli ultimi decenni l'interesse per il pungitopo è cresciuto soprattutto nei paesi dell'Europa centrale e del Nord, dove viene proposto insieme ad altre piante per il "drenaggio" e il benessere venoso. In Italia e nei paesi mediterranei il pungitopo è stato parte della farmacopea popolare, anche se il suo uso non era diffuso come quello di altre piante.

I componenti chimici identificati

La ricerca chimica ha identificato nel pungitopo alcuni composti che potrebbero spiegare perché la tradizione lo ha utilizzato. I principali sono saponine steroidee, flavonoidi e acidi grassi. Le saponine steroidee sono il componente più studiato: il ruscogenina è il nome specifico del gruppo di saponine presenti nella pianta. Teoricamente, questi composti potrebbero influenzare la permeabilità delle pareti venose e la contrazione del muscolo liscio intorno ai vasi. Ma "teoricamente" è la parola chiave.

Gli studi che hanno testato questi componenti in laboratorio suggeriscono effetti su modelli cellulari, non su organismi viventi.

Quando gli effetti sono stati misurati in studi su animali, i risultati sono stati modesti e spesso condizionati dal dosaggio. Il passaggio agli esseri umani è stato fatto solo in alcuni piccoli trial clinici, con risultati contrastanti e numeri di partecipanti troppo bassi per essere considerati definitivi.

Cosa dicono gli studi sull'uomo

Tra il 1990 e il 2010 sono stati pubblicati alcuni studi clinici su piccoli campioni di persone con insufficienza venosa o gonfiore alle gambe, ai quali è stato somministrato un estratto standardizzato di pungitopo. Alcuni di questi studi riportavano miglioramenti nei sintomi soggettivi come il senso di pesantezza, il gonfiore della caviglia misurato con metodi semplici, o la sensazione di ridotta affaticabilità. Ma il numero di partecipanti era sempre inferiore a cento, spesso molto inferiore, e il controllo sugli effetti placebo era debole o assente.

Gli studi erano finanziati da produttori di integratori.

Nessuno studio è stato condotto su un numero di persone tale da permettere di affermare con certezza che il pungitopo funziona per l'insufficienza venosa cronica o per il gonfiore venoso patologico. Gli studi sui quali la comunità scientifica si affida per autorizzare i farmaci (randomizzati, in doppio cieco, contro placebo, con decine di centri coinvolti) non sono stati fatti con il pungitopo. Le agenzie regolatorie, come l'Agenzia europea dei medicinali, non hanno approvato il pungitopo come farmaco per l'insufficienza venosa, pur riconoscendo che la pianta ha un uso tradizionale consolidato.

Come viene venduto oggi

Il pungitopo viene commercializzato in tre forme principali: estratti standardizzati in compresse, gocce o polveri, spesso in combinazione con altre piante come il mirtillo rosso, la vite rossa o l'hamamelis. I dosaggi variano molto tra i prodotti. Alcuni integratori contengono 150 mg di estratto secco, altri 300-400 mg. Non esiste una dose consolidata riconosciuta come efficace, perché mancano gli studi che l'abbiano determinata.

Il prezzo è medio-alto per un integratore: tra i 15 e i 30 euro per una confezione mensile.

La maggior parte dei produttori sottolinea che il pungitopo è una pianta "naturale" e "usata da secoli", due caratteristiche che nel marketing degli integratori funzionano come sinonimi di sicurezza ed efficacia, ma non lo sono. Una sostanza può essere naturale e comunque poco efficace, o anche dannosa se presa in dosi alte o da persone con condizioni specifiche.

Effetti collaterali e controindicazioni

Negli studi condotti finora, il pungitopo è stato considerato ben tollerato. I pochi effetti collaterali segnalati sono stati lievi: disturbi gastrointestinali, nausea occasionale, raramente reazioni allergiche cutanee. Ma il numero di persone studiate è troppo piccolo per escludere effetti rari o conseguenze a lungo termine. Chi assume farmaci anticoagulanti o antitrombotici dovrebbe consultare un medico prima di prendere pungitopo, perché la pianta potrebbe avere effetti sulla coagulazione.

Le donne in gravidanza dovrebbero evitare il pungitopo, per precauzione.

Le persone con insufficienza venosa grave o patologie vascolari documentate non dovrebbero assumere pungitopo al posto di una terapia medica. Usarlo come alternativa al consiglio di uno specialista vascolare è un errore.

Il contesto reale: tradizione vs. evidenza

Il pungitopo non è una scoperta moderna presentata come antica. È veramente antico, e la ricerca contemporanea ha cercato di capire se la tradizione aveva ragione. Ma la conclusione più onesta è che la pianta ha componenti interessanti dal punto di vista chimico, un uso popolare consolidato, e pochissime prove solide che funzioni meglio del placebo su problemi venosi reali.

Molti dei problemi che il pungitopo promette di risolvere, come le gambe pesanti o il gonfiore serale, dipendono da abitudini di vita: stare troppo tempo seduti, mancanza di movimento, disidratazione, alta temperatura ambientale. Camminare regolarmente, elevare le gambe quando si è seduti, e bere acqua risolvono spesso il problema, senza costi.

Se il pungitopo funziona per qualcuno, potrebbe essere per effetto placebo, per il miglioramento abitudinario contemporaneo, o perché la persona ha una risposta individuale a un composto specifico della pianta che gli studi di massa non hanno colto. Ma non è un dato scientifico consolidato.

Il dato sobrio

Il pungitopo rimane una pianta con una storia e una presenza nelle tradizioni europee. La ricerca ha confermato che contiene composti biologicamente attivi. Ma non ha confermato, con il rigore scientifico richiesto, che questi composti risolvono l'insufficienza venosa o il gonfiore patologico. Gli studi sono pochi, piccoli, e spesso finanziati dai venditori della pianta. Chi assume pungitopo per le vene pesanti dovrebbe sapere che sta facendo una scelta legittima ma non supportata da prove forti, e che nessun integratore sostituisce il movimento quotidiano, l'idratazione e, se necessario, la visita di uno specialista vascolare.