La quinoa arriva dalle Ande peruviane e boliviane, dove era coltivata dagli Inca oltre 5000 anni fa. Negli ultimi 20 anni è diventata popolare in Occidente come alimento proteico vegetale. Una credenza diffusa tra i vegani è che la quinoa risolva completamente il problema proteico della dieta senza carne, come se fosse una sorta di "carne vegetale" miracolosa. In realtà è utile soprattutto perché completa, non perché miracolosa.

Per capire i numeri: 100 grammi di quinoa cruda contengono 14 grammi di proteine, 8 grammi di fibre e 64 grammi di carboidrati. Il suo valore reale sta nel profilo amminoacidico: contiene tutti e 9 gli amminoacidi essenziali che il corpo non sintetizza. A confronto, il riso integrale ha poco lisina, i fagioli poco metionina. La quinoa ha una composizione paragonabile ai cibi proteici animali. Un etto di quinoa cotta fornisce circa 8 grammi di proteine. Secondo dati della FAO, il consumo mondiale di quinoa è passato da 80 mila tonnellate nel 2010 a oltre 200 mila nel 2023.

Questo significa che chi mangia poca carne non deve fare acrobazie dietetiche. Non serve abbinare riso e legumi nello stesso pasto per compensare le proteine incomplete. Con la quinoa basta un piatto unico. Il fatto che contenga magnesio, fosforo e manganese è utile, ma secondario rispetto alla completezza proteica. Un altro dato pratico: la quinoa ha un indice glicemico basso (53), quindi non causa picchi di zuccheri nel sangue come il riso bianco.

Come cucinare la quinoa davvero

Il trucco che molti saltano è il risciacquo iniziale. La saponina non è tossica, ma rende il sapore astringente e sgradevole. Molti pensano che la quinoa abbia gusto insipido, in realtà hanno mai tolto la saponina. Dopo la cottura i chicchi dovrebbero essere morbidi all'esterno ma leggermente croccanti al centro. Se diventano molli e appiccicosi, hai aggiunto troppa acqua o cucinato troppo.

Per usarla quotidianamente: prepara una porzione la sera e dividila tra piatti diversi nei giorni successivi. Con le verdure saltate in padella diventa un contorno proteico. In insalata fredda con pomodoro, cetriolo e feta funziona bene. A colazione, riscaldata con latte vegetale e cannella diventa una base leggera di porridge. Chi vuole aumentare le proteine aggiunge semi di girasole, noci o arachidi tostate alla fine della cottura.