Il sale accompagna l'uomo da millenni. Gli antichi Romani lo usavano come moneta di scambio (da qui il termine "salario"), mentre le civiltà costiere lo estraevano dai mari per conservare il pesce. Oggi però il sale è diventato il nemico numero uno della pressione sanguigna, e la credenza più diffusa è che rinunciare a una dieta saporita sia l'unico modo per controllarla. Non è vero. La sfida consiste nel mantenere il sapore riducendo effettivamente il sodio, e non è questione di rinuncia ma di tecnica.

In Italia l'ipertensione riguarda circa il 33% della popolazione adulta, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità. Il sodio è responsabile di una parte significativa di questo problema: gli italiani consumano in media 10-12 grammi di sale al giorno, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda massimo 5 grammi. Il sale proviene principalmente da pane, formaggi, insaccati e cibi processati, non da quello che aggiungiamo durante la cottura. Una fetta di pane contiene spesso 500 milligrammi di sodio, una porzione di prosciutto crudo 700 milligrammi. Il problema è nascosto, non evidente.

Ridurre il sale richiede tempo di adattamento: le nostre papille gustative si abituano in circa 4-6 settimane a sapori meno salati, dopo di che percepiranno come esageratamente salato quello che oggi consideriamo normale. Il meccanismo è semplice: il sodio tratiene i liquidi, aumentando il volume del sangue e di conseguenza la pressione sulle pareti arteriose. Con meno sale, i vasi si rilassano e la pressione scende. Gli studi mostrano che una riduzione di 3 grammi di sodio al giorno porta a una diminuzione di 5-6 millimetri di mercurio della pressione sistolica, un risultato paragonabile a alcuni farmaci antiipertensivi.

Come mantenere il sapore riducendo il sale

Un'altra strada poco conosciuta è l'uso di sale a base di potassio, che contiene circa il 50% di sodio in meno rispetto al sale tradizionale. Il potassio aiuta inoltre a regolare la pressione in direzione opposta al sodio. Molti chef italiani hanno iniziato a usare questi sali alternativi nei ristoranti senza che i clienti se ne accorgano.

La riduzione del sale non è una punizione culinaria ma una rieducazione. Prova a cucinare un piatto con la metà del sale usuale e aggiungi invece un cucchiaio di aceto balsamico, qualche grana di Parmigiano e pepe fresco macinato. Scoprirai che il sapore c'è, è solo diverso. E la tua pressione ringrazia.